Il modello GROW, reso noto da John Whitmore, struttura una conversazione di coaching in quattro fasi: Goal, l'obiettivo; Reality, la situazione attuale; Options, le alternative possibili; Will, l'impegno concreto. La sua forza sta nella semplicità: può essere usato in una conversazione di venti minuti in ufficio o anche a bordo macchina.
Prendiamo un capoturno di un'azienda di stampaggio plastica che lamenta il mancato uso dei guanti antitaglio durante la sbavatura. Nella fase Goal il RSPP chiede cosa vorrebbe ottenere entro un mese e come si accorgerebbe di esserci riuscito; la risposta potrebbe essere «tutti gli operatori della sbavatura usano i guanti senza che io debba ricordarlo». Nella fase Reality si esplora cosa accade oggi: quanti li usano, in quali momenti li tolgono, cosa dicono quando vengono ripresi. Spesso emerge un dato tecnico, per esempio guanti troppo spessi che rendono difficile la presa sui pezzi piccoli.
Nella fase Options il capoturno elenca le alternative: provare un modello diverso con un livello di protezione equivalente secondo la UNI EN 388, coinvolgere due operatori nella prova, modificare la postazione per ridurre i pezzi da maneggiare. Nella fase Will si fissa chi fa cosa e quando, per esempio richiedere tre campioni entro venerdì e organizzare la prova la settimana successiva. Il RSPP non ha dato la soluzione, ma ha guidato il capoturno a costruirla, e la soluzione così ottenuta ha molte più probabilità di essere sostenuta nel tempo.