La just culture, o cultura giusta, è un modo di gestire gli errori e le deviazioni che concilia due esigenze apparentemente opposte: incoraggiare le persone a segnalare errori, quasi incidenti e problemi senza timore di punizione, e mantenere la responsabilità individuale per i comportamenti realmente inaccettabili. James Reason l'ha descritta come un'atmosfera di fiducia in cui le persone sono incoraggiate, e persino premiate, quando forniscono informazioni essenziali per la sicurezza, ma in cui è chiaro dove passa il confine tra comportamento accettabile e inaccettabile.
Non si tratta quindi di una cultura dell'assenza di colpa, in cui nessuno risponde di nulla. Una cultura in cui tutto è giustificato perde credibilità quanto una in cui tutto è punito: i lavoratori che rispettano le regole percepiscono come ingiusto che chi le viola deliberatamente non subisca conseguenze. La just culture distingue, e proprio questa distinzione costruisce fiducia.
Il concetto è nato in settori ad alto rischio come l'aviazione civile e la sanità, dove la segnalazione volontaria degli eventi è vitale. Nel trasporto aereo europeo, per esempio, il Regolamento UE 376/2014 sulla segnalazione degli eventi richiama espressamente i principi della just culture e tutela chi segnala. Nelle aziende manifatturiere e di servizi il principio è lo stesso: senza segnalazioni il sistema di prevenzione lavora alla cieca, e senza un trattamento giusto degli errori le segnalazioni si interrompono rapidamente.