Un'impresa di impiantistica elettrica e meccanica con circa novanta dipendenti, che lavora quasi esclusivamente presso stabilimenti di committenti industriali, chiede al RSPP un piano per migliorare la cultura dopo un anno con diversi infortuni lievi e un incidente grave sfiorato durante un intervento su un quadro in tensione. La diagnosi combina un questionario di clima, dodici interviste e un workshop con la scala di Hudson.
Emergono tre temi. I capisquadra percepiscono che il committente premia la velocità e che fermare un lavoro per un problema di sicurezza comprometta il rapporto commerciale. I tecnici più giovani dichiarano di non sentirsi autorizzati a contestare le scelte dei colleghi anziani. La direzione è convinta che la cultura sia buona perché i corsi obbligatori sono in regola, mentre il personale di cantiere giudica la sicurezza «una questione di carte».
Il piano prevede: un incontro tra il titolare e i referenti dei principali committenti per concordare esplicitamente il diritto di fermare il lavoro e le modalità di comunicazione; un percorso di coaching di sei mesi per i capisquadra; una breve formazione al feedback tra pari, con esercitazioni su situazioni reali dei cantieri; visite periodiche del titolare presso i cantieri esterni, non solo in sede; una revisione delle istruzioni per i lavori elettrici con la partecipazione dei tecnici. Dopo un anno il questionario viene ripetuto e i risultati presentati a tutto il personale in una riunione dedicata.