Le visite in campo dei dirigenti e le osservazioni dei comportamenti generano dati preziosi, purché si misuri l'esito e non solo l'attività. Il numero di safety walk svolti dal direttore di stabilimento è un indicatore di impegno; la percentuale di walk conclusi con almeno un'azione assegnata e chiusa è un indicatore di efficacia; la variazione nel tempo dei comportamenti a rischio osservati su un'attività specifica è un indicatore di risultato intermedio.
Per le osservazioni comportamentali la misura classica è la percentuale di comportamenti sicuri sul totale osservato, calcolata per categoria: uso dei DPI, posture, uso degli attrezzi, rispetto dei percorsi, posizione rispetto ai carichi sospesi. Il dato aggregato oltre il novanta per cento è poco utile; serve invece individuare la categoria che resta sotto soglia e capirne la ragione con chi lavora.
Attenzione a due trappole. La prima è il campionamento distorto: se gli osservatori vanno sempre negli stessi reparti e negli stessi orari, il dato fotografa solo quella porzione dell'azienda. Un calendario che ruota su reparti, turni e giorni corregge il problema. La seconda è l'effetto osservatore: quando il lavoratore sa di essere guardato tende a comportarsi meglio, quindi i valori molto alti vanno presi con prudenza. Gli aspetti relazionali delle visite, cioè come condurre il dialogo, sono trattati nel blocco dedicato alla leadership; qui interessa che il dato raccolto sia confrontabile e utilizzabile.