Il benchmarking è il confronto sistematico delle proprie prestazioni e delle proprie pratiche con quelle di altri, allo scopo di individuare margini di miglioramento e soluzioni trasferibili. Nella sicurezza assume quattro forme. Il benchmarking interno confronta stabilimenti, reparti o turni della stessa organizzazione ed è il più facile, perché definizioni e sistemi sono comuni. Quello competitivo confronta l'azienda con altre dello stesso settore, di solito attraverso dati pubblici o associativi.
Il benchmarking funzionale guarda a un processo specifico in aziende di settori diversi: la gestione dei carrelli elevatori in un magazzino alimentare può insegnare molto a un'acciaieria. Quello generico, o di pratiche, studia come le organizzazioni eccellenti gestiscono un tema, per esempio i permessi di lavoro, indipendentemente dal settore.
La parte numerica è solo l'inizio. Sapere che il proprio indice di frequenza è doppio rispetto alla media di settore indica che c'è un problema, ma non spiega quale. Il valore vero nasce dal confronto delle pratiche: visite reciproche tra RSPP di aziende non concorrenti, gruppi di lavoro presso associazioni territoriali, scambi strutturati all'interno di un distretto industriale. Un ciclo di benchmarking ben condotto si conclude con un piano di adattamento della pratica migliore alla propria realtà, non con una classifica da appendere in bacheca. Gli accordi di riservatezza tra le aziende partecipanti favoriscono lo scambio di dati e pratiche anche su eventi critici.