Aggiornamento RSPP · Blocco 9/10 (32–36 h) · Slide 28/50

Trappole del confronto: definizioni, popolazioni, contesti

Un confronto sbagliato è peggio dell'assenza di confronto, perché genera false certezze. Il primo errore riguarda le definizioni: le statistiche INAIL si basano sugli infortuni denunciati e su quelli riconosciuti, i dati delle multinazionali su eventi registrabili secondo regole interne, quelli europei sulla metodologia ESAW con soglia di assenza superiore a tre giorni. Confrontare grandezze diverse produce differenze che non esistono.

Il secondo errore riguarda le popolazioni. Un'azienda che appalta all'esterno le attività più pericolose, come manutenzioni e pulizie industriali, mostra indici bassi non perché lavori meglio ma perché il rischio è stato trasferito. Allo stesso modo un sito con forte presenza di lavoratori in somministrazione può escluderli dal calcolo e apparire migliore. Prima di confrontare occorre chiedersi chi è incluso e chi no.

Il terzo errore riguarda il contesto: dimensione aziendale, mix di attività, età media della forza lavoro, livello di automazione, cultura della denuncia del territorio. Un'officina di venti addetti non può confrontare il proprio indice annuale con quello di un grande gruppo senza considerare la variabilità dei piccoli numeri. La buona pratica è dichiarare sempre, accanto a ogni confronto, fonte, definizione, periodo e popolazione, e trattare le differenze piccole come non significative fino a prova contraria. Un confronto onesto rafforza la credibilità del RSPP davanti alla direzione.