Modulo B comune · Blocco 11/12 (40–44 h) · Slide 8/50

Dalla comunicazione di gravidanza alla misura: la sequenza operativa

Quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza, la sequenza corretta parte dal DVR. Primo passo: verificare la scheda della mansione e capire se ci sono lavori vietati o rischi valutati come incompatibili. Secondo passo, previsto dall'art. 12 del D.Lgs. 151/2001: se la valutazione rivela un rischio, il datore di lavoro adotta le misure necessarie per evitare l'esposizione modificando temporaneamente le condizioni o l'orario di lavoro.

Se la modifica non è possibile per motivi organizzativi o produttivi, la lavoratrice viene addetta ad altre mansioni, come prevede l'art. 7. Se le nuove mansioni sono inferiori, conserva la retribuzione corrispondente a quelle precedenti e la qualifica originale. Quando nessuno spostamento è praticabile, il datore di lavoro ne dà comunicazione scritta all'Ispettorato territoriale del lavoro, che può disporre l'interdizione dal lavoro per il periodo previsto, in base all'art. 17. Per le complicanze della gravidanza o per forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, la competenza a disporre l'astensione anticipata è invece della ASL.

Il RSPP prepara il materiale tecnico: estratto del DVR, descrizione delle mansioni alternative valutate e motivi per cui non sono compatibili. Il medico competente, se nominato, partecipa alla valutazione della compatibilità. Il preposto va informato subito, con indicazioni chiare su cosa la lavoratrice non deve più fare, anche occasionalmente, ad esempio coprire un collega in pausa sulla linea di carico.