Modulo B comune · Blocco 11/12 (40–44 h) · Slide 12/50

Errori frequenti nella tutela della maternità

Il primo errore è il DVR con una frase generica del tipo: in caso di gravidanza si applicheranno le norme vigenti. Una formula del genere non è una valutazione e lascia il preposto senza indicazioni nel momento in cui servono. Il secondo è attendere il certificato medico per attivarsi: la tutela decorre dalla comunicazione dello stato, e le prime settimane possono essere critiche per l'esposizione ad agenti chimici, biologici e radiazioni.

Il terzo errore è non informare preventivamente tutte le lavoratrici in età fertile, come richiede l'art. 11, comma 2, privandole della possibilità di comunicare tempestivamente. Il quarto consiste nel considerare il problema solo nelle mansioni operative: anche negli uffici possono esserci stazione eretta prolungata in reception, trasferte frequenti in auto, lavori su scale per archivi, stress da contatto con il pubblico.

C'è poi una dimenticanza concettuale: la salute riproduttiva riguarda anche gli uomini. Gli agenti classificati come tossici per la riproduzione con indicazioni di pericolo H360 o H361 possono agire sulla fertilità maschile, e il Titolo IX impone di considerarli nella valutazione per tutti gli esposti. Infine si sbaglia quando si sposta la lavoratrice in un'altra mansione senza valutarla: capita di trasferire un'operaia dal montaggio al magazzino ricambi, dove però deve salire su scale portatili per prelevare articoli dagli scaffali alti, cioè proprio uno dei lavori vietati.