La lingua non è l'unica barriera. Lavoratori provenienti da contesti dove la sicurezza sul lavoro ha poca tutela possono percepire alcuni rischi come normali, considerare il DPI un segno di debolezza, o temere che segnalare un problema metta a rischio il posto di lavoro e, nel caso di permessi di soggiorno legati al contratto, la stessa permanenza in Italia. Il rapporto con l'autorità varia: in alcune culture contraddire un capo è impensabile, quindi un'istruzione sbagliata viene eseguita senza obiezioni.
Il servizio di prevenzione deve tenere conto di questi aspetti senza scivolare in generalizzazioni etniche. Le misure efficaci sono quelle che rendono sicuro il dissenso: chiarire con esempi che fermarsi davanti a una situazione pericolosa è un dovere e non una colpa, valorizzare pubblicamente chi segnala un quasi incidente, coinvolgere lavoratori stranieri con buona padronanza dell'italiano come referenti.
Alcuni aspetti religiosi e culturali hanno risvolti di sicurezza concreti. Il digiuno del Ramadan, quando cade nei mesi estivi, riduce l'idratazione durante il turno e aumenta il rischio di colpo di calore e di cali di attenzione nel lavoro all'aperto o in fonderia: si può valutare con i lavoratori una diversa distribuzione degli orari o delle pause. Barba e copricapi possono interferire con la tenuta dei facciali filtranti e con l'uso del casco, e vanno affrontati scegliendo DPI compatibili e non con divieti generici o eccezioni tollerate in silenzio.