Il filo che lega gli argomenti del blocco è l'adattamento del lavoro alla persona reale. Gestanti, adolescenti, ultrasessantenni, lavoratori stranieri, persone con disabilità o fragilità, chi ha un problema con l'alcol: in tutti i casi la norma fissa alcuni punti fermi, ma la qualità della prevenzione dipende da quanto il servizio sa tradurli in decisioni operative su postazioni, orari, compiti, comunicazione e attrezzature.
Tre strumenti rendono questa traduzione stabile nel tempo. Il primo è la scheda di mansione arricchita, che accanto ai rischi riporta compatibilità con gravidanza, limiti per minori, inclusione negli elenchi su alcol e stupefacenti, DPI richiesti e requisiti di addestramento. Il secondo è il flusso con il medico competente e con l'ufficio del personale, che garantisce che ogni nuova assunzione, gravidanza, rientro o giudizio con limitazione arrivi al servizio di prevenzione nel rispetto della riservatezza. Il terzo è la verifica sul campo, attraverso osservazioni del preposto e sopralluoghi dell'ASPP, che misura se ciò che è scritto viene applicato.
Il risultato atteso non è un DVR più voluminoso, ma un'organizzazione capace di accogliere persone diverse senza esporle a rischi aggiuntivi. Il blocco successivo applica questi strumenti al contesto dei cantieri temporanei o mobili, dove la variabilità delle squadre e la presenza di più imprese rendono la gestione dei fattori soggettivi ancora più impegnativa.