Per verificare che il DVR tratti davvero i fattori soggettivi, l'ASPP può usare una serie di domande mirate. Esiste per ogni mansione una decisione esplicita sulla compatibilità con gravidanza e allattamento, con riferimento agli allegati A, B e C del D.Lgs. 151/2001? Le lavoratrici e i rappresentanti sono stati informati dei risultati? È prevista una procedura per lo spostamento di mansione e per l'eventuale comunicazione all'Ispettorato?
Per i minori: è presente una valutazione specifica preventiva per ciascun adolescente, con verifica dell'Allegato I della L. 977/1967, limiti di orario e notturno, informazione ai genitori, tutor designato? Per studenti e tirocinanti, i progetti formativi sono stati esaminati prima della firma?
Per l'età, la provenienza e la fragilità: sono note, in forma aggregata, le fasce d'età per reparto? Gli adattamenti ergonomici sono progettati anche per i lavoratori più anziani? È documentata la verifica della comprensione linguistica prevista dall'art. 37, comma 13? I giudizi di idoneità con limitazioni sono stati tradotti in compiti consentiti ed esclusi, noti ai preposti? Il piano di emergenza comprende piani di assistenza personali?
Per alcol e sostanze: l'elenco delle mansioni a rischio è aggiornato e trasmesso al medico competente, esiste una politica scritta, il preposto conosce la procedura in caso di sospetto? Per i DPI: matrice mansione-DPI, registri di consegna, addestramento e ispezione sono completi e coerenti con i rischi residui?