Modulo B comune · Blocco 12/12 (44–48 h) · Slide 15/50

Scrivere un POS che serva davvero: errori da evitare

Molti POS sono copie del DVR aziendale con l'indirizzo del cantiere cambiato in copertina. Il coordinatore li respinge, oppure, peggio, li accetta senza che nessuno li legga. Il RSPP dell'impresa esecutrice può fare la differenza partendo da tre domande: che cosa faremo in questo cantiere, con quali mezzi e persone, e in che modo le nostre lavorazioni si intrecciano con quelle degli altri secondo il PSC.

Gli errori più frequenti sono ricorrenti. Si elencano macchine che in quel cantiere non entreranno mai e si dimentica la piattaforma noleggiata la settimana prima. Si cita una valutazione del rumore generica, senza i tempi di esposizione reali delle lavorazioni previste. Mancano le procedure complementari che il PSC chiedeva espressamente, per esempio quella per il sollevamento con autogru vicino a una linea aerea. Si allegano attestati di formazione scaduti o di lavoratori non più in forza. Non si dichiarano i subaffidamenti ad autonomi. Si nominano addetti all'emergenza che in quel cantiere non saranno mai presenti.

Un metodo efficace è redigere il POS in due parti: una parte stabile, aggiornata una volta l'anno con organigramma, nomine, formazione e parco macchine, e una parte specifica di cantiere, breve e mirata, che descrive fasi, squadre, attrezzature effettivamente previste e misure integrative. Il capocantiere deve conoscerne il contenuto, perché sarà lui a doverlo applicare e a confrontarsi con il CSE durante i sopralluoghi.