Ripercorrendo il caso, il metodo seguito dal RSPP si può riassumere in una sequenza che vale per qualunque azienda. Si parte con il mandato del datore di lavoro e la costituzione del gruppo di valutazione, coinvolgendo da subito medico competente e RLS. Si raccolgono i documenti esistenti e si mappano processi, aree e mansioni. Si eseguono sopralluoghi in condizioni ordinarie e straordinarie, includendo manutenzione, pulizia e attrezzaggio.
Per ogni famiglia di rischio si sceglie lo strumento di analisi proporzionato: check list per i luoghi di lavoro e i videoterminali, FMEA per i sistemi di sicurezza delle macchine, what-if per le operazioni con molte varianti come il sollevamento, bow-tie per gli scenari da comunicare alla direzione, albero dei guasti per capire un evento accaduto, metodi normati per misurare rumore, vibrazioni, sollevamenti e movimenti ripetuti. Si confrontano poi le stime con la storia aziendale di infortuni e segnalazioni.
Le misure si scelgono seguendo la gerarchia, preferendo eliminazione, sostituzione e protezioni tecniche alle regole e ai DPI, e si organizzano in un programma con responsabili, scadenze e verifiche di efficacia. Gli appalti e i cantieri si gestiscono con il regime corretto, articolo 26 o Titolo IV, mai con un ibrido. Infine si consegna un documento leggibile, collegato agli allegati specialistici, e si stabilisce quando e come sarà rivisto, assegnando a qualcuno il compito di ricordarlo.