Nel Modulo A la valutazione dei rischi è stata impostata sulla matrice probabilità per danno, sulle check list e sui metodi indicizzati. Sono strumenti validi per la maggior parte dei luoghi di lavoro, ma mostrano i loro limiti quando il pericolo nasce dall'interazione tra componenti, dal guasto di un dispositivo o da una sequenza di eventi. Una matrice 4x4 assegna un numero a uno scenario già immaginato; non aiuta però a scoprire gli scenari che nessuno ha pensato.
Le tecniche di questo blocco servono proprio a questo: costringono il gruppo di lavoro a interrogare in modo sistematico un impianto, una macchina o un processo, invece di affidarsi alla memoria e all'esperienza del singolo. L'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 chiede di valutare tutti i rischi, e l'articolo 29 lascia al datore di lavoro la scelta dei criteri, purché siano adeguati e dichiarati nel documento. In un'officina con una pressa piegatrice, un impianto di aria compressa e un forno di trattamento termico, il criterio adeguato non può essere lo stesso usato per un ufficio amministrativo.
Il RSPP non deve diventare un ingegnere dell'affidabilità: deve conoscere la logica di ogni metodo, sapere quando proporlo, saper guidare una riunione in cui lo si applica e saper leggere criticamente un'analisi prodotta da un consulente o dal costruttore di una macchina. Questo blocco fornisce questi strumenti, partendo dalle tecniche più semplici e arrivando alla gestione del rischio residuo e alla programmazione delle misure.