Modulo B comune · Blocco 1/12 (0–4 h) · Slide 13/50

Gli indici S, O, D e il numero di priorità del rischio

Nella versione classica della FMEA ogni combinazione di modo di guasto, causa ed effetto riceve tre punteggi su scala da 1 a 10. La severità, indicata con S, misura la gravità dell'effetto: in un'analisi orientata alla sicurezza il 10 corrisponde a un effetto potenzialmente mortale senza preavviso, mentre l'1 a un effetto trascurabile. L'occorrenza, O, misura la probabilità che la causa si manifesti, da quasi impossibile a quasi certa. La rilevabilità, D, misura la capacità dei controlli esistenti di intercettare il guasto prima che produca l'effetto; attenzione al verso della scala, perché 10 indica un guasto non rilevabile e 1 un guasto rilevato con certezza.

Il prodotto dei tre indici fornisce il Risk Priority Number, che varia quindi da 1 a 1000. Le azioni si concentrano sulle voci con RPN più elevato e, comunque, su tutte quelle con severità molto alta, indipendentemente dal prodotto.

Perché le scale funzionino, devono essere definite per iscritto prima dell'analisi e adattate al contesto. Per l'occorrenza si possono usare classi legate alla frequenza osservata nel registro di manutenzione, ad esempio un guasto ogni dieci anni, ogni anno, ogni mese. Per la rilevabilità conta il tipo di controllo: un sensore con diagnostica che arresta la macchina vale molto di più di un controllo visivo a inizio turno, che a sua volta vale più dell'assenza di qualunque verifica. Senza scale scritte, due gruppi daranno punteggi diversi allo stesso guasto.