Il bow-tie, letteralmente cravatta a farfalla, unisce in un unico diagramma la logica dell'albero dei guasti e quella dell'albero degli eventi. Al centro si colloca l'evento critico, il momento in cui si perde il controllo del pericolo; a sinistra le minacce che possono provocarlo; a destra le conseguenze che possono derivarne.
Il punto di partenza è il pericolo, inteso come la fonte di energia o la sostanza che si vuole tenere sotto controllo: un carico sospeso, una massa in movimento, un fluido in pressione, un'atmosfera con poco ossigeno. L'evento critico descrive la perdita di controllo, ad esempio carico che si sgancia o persona che entra nella zona di movimento della macchina. Le minacce sono le cause dirette capaci di generare l'evento: errori, guasti, condizioni ambientali.
Tra ciascuna minaccia e l'evento critico si dispongono le barriere preventive, che impediscono il verificarsi dell'evento. Tra l'evento critico e ciascuna conseguenza si dispongono le barriere di mitigazione o di recupero, che riducono la gravità o permettono di uscirne senza danni.
La forza del bow-tie è la comunicazione. Un diagramma ben fatto si legge in pochi minuti anche da chi non ha partecipato all'analisi: dirigenti, preposti, lavoratori. Mostra a colpo d'occhio dove le barriere sono numerose e dove una minaccia è protetta da una sola misura, magari di tipo comportamentale. Per questo è molto usato nella formazione e nei briefing prima di attività critiche, oltre che nelle valutazioni dei grandi impianti industriali.