Il requisito di pavimento antisdrucciolevole va interpretato in funzione dell'uso reale. Per le piastrelle ceramiche i produttori dichiarano spesso la classe di resistenza allo scivolamento secondo la norma tedesca DIN 51130, da R9 a R13, dove i valori crescenti indicano maggiore aderenza su superfici inclinate con calzature da lavoro; per le aree bagnate a piedi nudi esiste una classificazione distinta. In una cucina industriale o in un reparto di lavorazione carni serve una classe elevata, mentre in un ufficio è sufficiente una classe base, purché la superficie rimanga asciutta.
La resistenza allo scivolamento cambia nel tempo: l'usura, la lucidatura, i residui di olio da taglio o di cera e i detergenti sbagliati riducono l'aderenza anche di un pavimento nato idoneo. Per questo le procedure di pulizia rientrano a pieno titolo nella prevenzione: scelta del detergente compatibile, pulizia fuori dagli orari di massimo transito o per corsie alterne, cartelli mobili di pavimento bagnato rimossi a fine operazione, kit assorbenti vicino alle macchine con perdite d'olio.
Nelle officine un indicatore pratico è l'osservazione delle macchie d'olio attorno ai torni e ai centri di lavoro: se si ripresentano ogni giorno, il problema non è la pulizia ma la tenuta della macchina o l'assenza di vasche di raccolta. Intervenire sulla sorgente, riparando la perdita o installando una vasca, elimina il rischio alla radice invece di affidarlo alla diligenza dell'addetto alle pulizie.