L'Allegato IV chiede che i luoghi in cui i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale dispongano di un'illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. La UNI EN 1838 distingue tre funzioni: illuminazione delle vie di esodo; illuminazione antipanico delle aree ampie senza percorsi definiti, con almeno 0,5 lux al pavimento; illuminazione delle aree ad alto rischio, dove un'attività pericolosa va interrotta in sicurezza, con almeno il 10 per cento dell'illuminamento ordinario e comunque non meno di 15 lux. Le vie di esodo richiedono un'autonomia di almeno un'ora, mentre in molte attività la prevenzione incendi ne impone di più.
L'esempio classico di area ad alto rischio è la postazione al tornio o alla sega a nastro: se manca la luce mentre l'utensile è ancora in rotazione per inerzia, l'operatore deve poter vedere quanto basta per allontanarsi senza contatti. Altri casi sono le vasche aperte, i forni, le sale quadri.
Gli impianti di emergenza vanno verificati periodicamente secondo la UNI 11222, con prove funzionali e di autonomia registrate. Anche l'illuminazione ordinaria richiede manutenzione programmata: pulizia degli apparecchi, sostituzione delle sorgenti esaurite, controllo del rispetto del valore mantenuto. Nei capannoni con molte ore di funzionamento è utile un piano di sostituzione per gruppi, invece della sostituzione puntuale a guasto, così da mantenere uniformità e costi prevedibili.