Modulo B comune · Blocco 4/12 (12–16 h) · Slide 3/50

Come bruciano solidi, liquidi e gas

Lo stato fisico del combustibile determina il modo in cui il fuoco nasce e cresce. I gas sono già nella condizione ideale per miscelarsi con l'aria: se la miscela è nel campo di infiammabilità basta un innesco minimo e la fiamma si propaga in tutta la nube. Metano, GPL, idrogeno e acetilene sono i casi più comuni negli stabilimenti, nelle centrali termiche e nelle officine di saldatura.

I liquidi non bruciano in quanto tali: brucia il vapore che si forma sopra la loro superficie. Più un liquido è volatile, più vapore produce a temperatura ambiente e più è pericoloso. Una pozza di diluente nitro sul pavimento di una carrozzeria sviluppa vapori infiammabili già a pochi gradi, mentre un olio idraulico deve essere scaldato molto prima di emetterne in quantità sufficiente; nebulizzato in pressione da un tubo flessibile rotto, però, lo stesso olio forma goccioline finissime che si incendiano a contatto con una superficie calda.

I solidi devono prima decomporsi per effetto del calore, attraverso la pirolisi, liberando gas combustibili che poi bruciano in fiamma; in parte bruciano anche per incandescenza superficiale, come la brace. La pezzatura conta moltissimo: un tronco brucia lentamente, i trucioli rapidamente, la segatura fine dispersa nell'aria può esplodere. Un magazzino di pallet di legno, cartone e film estensibile in polietilene rappresenta un carico combustibile solido elevato, con plastica che fonde, gocciola e alimenta incendi a pavimento difficili da raggiungere.