Modulo B comune · Blocco 4/12 (12–16 h) · Slide 4/50

Temperature di infiammabilità, accensione e autoaccensione

Tre parametri descrivono la predisposizione di una sostanza a prendere fuoco. La temperatura di infiammabilità, o flash point, è la temperatura minima alla quale un liquido emette vapori in quantità sufficiente a formare con l'aria una miscela che si incendia in presenza di un innesco. È il parametro chiave per i liquidi e compare nella sezione 9 della scheda di dati di sicurezza.

La temperatura di accensione, o di autoaccensione, è invece la temperatura minima alla quale la miscela combustibile-aria si incendia spontaneamente senza fiamma o scintilla, per solo effetto del calore. È il dato da confrontare con la temperatura superficiale di motori, tubazioni di vapore, lampade e apparecchi: se una superficie supera l'autoaccensione di un vapore presente, l'innesco è garantito. Per questo gli apparecchi destinati alle zone con atmosfere esplosive riportano una classe di temperatura.

Esistono poi fenomeni di autoriscaldamento lento: stracci imbevuti di oli siccativi o vernici, cumuli di carbone, fieno umido, farine. L'ossidazione lenta produce calore che non si disperde e può portare all'incendio dopo ore. Un esempio frequente è lo straccio sporco di vernice a base di olio di lino gettato in un bidone aperto a fine turno.

Nel regolamento CLP i liquidi infiammabili sono classificati in tre categorie proprio in base a punto di infiammabilità e punto di ebollizione: la categoria 1 comprende i liquidi con flash point inferiore a 23 °C ed ebollizione non superiore a 35 °C, la categoria 3 arriva fino a 60 °C.