Ogni tecnica di spegnimento agisce su un lato del tetraedro del fuoco. Il raffreddamento sottrae calore fino a portare il combustibile sotto la temperatura alla quale produce gas o vapori infiammabili ed è il meccanismo principale dell'acqua, che assorbe molta energia passando a vapore. Il soffocamento separa il combustibile dal comburente: lo fanno la coperta antifiamma su una friggitrice, la schiuma che forma un tappeto sulla superficie di un liquido, l'anidride carbonica che sposta l'aria in un volume limitato. La sottrazione del combustibile consiste nell'interromperne l'alimentazione; per un incendio di gas da una flangia la regola è chiudere prima la valvola, altrimenti il gas continua a uscire e può formare una nube esplosiva. L'inibizione chimica interrompe la reazione a catena catturando i radicali liberi ed è tipica delle polveri estinguenti.
L'acqua è adatta ai fuochi di classe A, ma non va usata con getto pieno su apparecchi in tensione, su metalli combustibili, su sostanze che reagiscono con essa né su oli da cucina, dove provoca un'ebollizione violenta che proietta olio incendiato. Le schiume sono indicate per la classe B; per alcoli e chetoni servono schiumogeni resistenti ai liquidi polari, e quelli fluorurati sono oggetto di restrizioni europee per la presenza di PFAS. Le polveri polivalenti coprono le classi A, B e C, la CO2 è pulita ma poco efficace su braci e all'aperto, per la classe F esistono agenti specifici che saponificano l'olio.