Modulo B comune · Blocco 4/12 (12–16 h) · Slide 11/50

Classi di fuoco secondo la UNI EN 2

La norma UNI EN 2 suddivide i fuochi in cinque classi in base alla natura del combustibile, e gli estintori riportano sull'etichetta i pittogrammi delle classi per cui sono idonei. La classe A riguarda i solidi, generalmente di natura organica, la cui combustione avviene di norma con formazione di braci: legno, carta, tessuti, gomma, molte plastiche. La classe B comprende i liquidi o i solidi liquefacibili, come benzina, gasolio, solventi, vernici, oli, cere e paraffine. La classe C riguarda i gas: metano, GPL, idrogeno, acetilene.

La classe D è riservata ai metalli combustibili, come magnesio, sodio, potassio, titanio, polveri di alluminio e di zirconio. Si incontra in aziende che lavorano leghe leggere o in laboratori, richiede agenti estinguenti specifici e non tollera l'acqua, che può dare reazioni violente. La classe F, introdotta più di recente, riguarda gli incendi di oli e grassi vegetali o animali in apparecchi di cottura, come le friggitrici di mense e cucine industriali.

Non esiste una classe dedicata ai fuochi di apparecchiature elettriche. Per indicare l'idoneità su impianti in tensione gli estintori riportano invece in etichetta l'esito della prova dielettrica e il relativo limite d'impiego, tipicamente fino a 1000 V a un metro di distanza. Nelle sale quadri e nei locali server la scelta dell'agente deve considerare anche i danni secondari: la polvere estingue, ma contamina e danneggia le apparecchiature in modo spesso irreparabile.