Modulo B comune · Blocco 4/12 (12–16 h) · Slide 36/50

Rivelatori di incendio: tipologie e criteri di scelta

I rivelatori di fumo ottici puntiformi funzionano per diffusione della luce: una camera interna contiene un emettitore e un ricevitore e il fumo che vi entra devia il fascio luminoso. Sono adatti a uffici, archivi, corridoi e magazzini con materiali che producono fumo visibile prima della fiamma. I rivelatori di calore intervengono al superamento di una temperatura fissa o per un aumento rapido della temperatura, e in questo caso sono detti termovelocimetrici; si usano dove il fumo è normalmente presente, come cucine, locali caldaie o reparti di saldatura.

I rivelatori di fiamma, sensibili alla radiazione infrarossa o ultravioletta, proteggono aree con liquidi infiammabili, come baie di carico solventi o cabine di verniciatura, dove l'incendio sviluppa fiamme rapidamente. I rivelatori lineari di fumo a barriera ottica coprono ambienti con soffitti alti, come capannoni e magazzini, dove i puntiformi sarebbero difficili da raggiungere per la manutenzione. I sistemi ad aspirazione prelevano campioni d'aria attraverso tubazioni e li analizzano con grande sensibilità, ideali per sale server e locali di alto valore.

Esistono infine rivelatori multicriterio che combinano fumo, calore e talvolta monossido di carbonio per ridurre i falsi allarmi. I falsi allarmi sono il nemico principale di un impianto: se si ripetono, il personale smette di prendere sul serio la segnalazione o qualcuno esclude le zone. Vanno quindi registrati, analizzati e risolti alla causa, che spesso è polvere di lavorazione, vapore o un rivelatore inadatto all'ambiente.