Il PL raggiunto da un circuito di sicurezza dipende da diversi fattori combinati. La categoria descrive l'architettura e il comportamento in caso di guasto: la categoria B e la 1 sono a canale singolo, senza rilevamento del guasto, con la 1 che usa componenti ben provati; la categoria 2 prevede un controllo periodico della funzione; nella categoria 3 un singolo guasto non porta alla perdita della funzione di sicurezza, grazie alla ridondanza; nella categoria 4 anche l'accumulo di guasti non rilevati non deve comprometterla.
Il tempo medio al guasto pericoloso, MTTFd, misura l'affidabilità dei componenti ed è classificato basso, medio o alto. La copertura diagnostica, DC, esprime la quota di guasti pericolosi rilevati dal sistema stesso. I guasti di causa comune, CCF, sono quelli che mettono fuori uso contemporaneamente entrambi i canali ridondanti, come un sovraccarico di tensione o una contaminazione, e per le categorie 2, 3 e 4 occorre dimostrare di aver adottato un numero sufficiente di misure contro di essi.
La validazione è disciplinata dalla UNI EN ISO 13849-2, mentre un approccio alternativo basato sul livello di integrità della sicurezza, SIL, è offerto dalla CEI EN 62061 per i sistemi elettrici ed elettronici programmabili. Esistono strumenti software gratuiti, come SISTEMA dell'istituto tedesco IFA, che aiutano a calcolare il PL raggiunto. Al RSPP non è richiesto di fare i calcoli, ma di saper chiedere le evidenze.