Modulo B comune · Blocco 6/12 (20–24 h) · Slide 15/50

Sovraccarico, cortocircuito e incendio di origine elettrica

L'articolo 80 cita espressamente l'innesco e la propagazione di incendi tra i rischi elettrici. Un conduttore percorso da una corrente superiore a quella per cui è dimensionato si riscalda per effetto Joule: in caso di sovraccarico prolungato l'isolante invecchia, si indurisce e si fessura; in caso di cortocircuito la corrente raggiunge in pochi millisecondi valori molto elevati, con effetti termici ed elettrodinamici capaci di fondere i conduttori e proiettare materiale incandescente.

Le protezioni sono gli interruttori magnetotermici e i fusibili, scelti in coordinamento con la sezione dei cavi: la parte termica interviene sui sovraccarichi con tempi lunghi, quella magnetica sui cortocircuiti con intervento istantaneo. Il potere di interruzione del dispositivo deve essere adeguato alla corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione, valore particolarmente alto vicino al trasformatore di una cabina aziendale.

Nella pratica di stabilimento le cause tipiche sono altre: connessioni allentate nei morsetti che si scaldano per resistenza di contatto, prese multiple in cascata sotto le scrivanie, cavi avvolti sulla bobina della prolunga mentre alimentano carichi elevati, quadri impolverati in ambienti con segatura o fibre tessili, apparecchi lasciati in carica senza sorveglianza. La termografia dei quadri, eseguita sotto carico da personale qualificato, è uno strumento preventivo molto efficace per individuare morsetti surriscaldati prima del guasto. La prevenzione incendi in senso stretto è trattata nel blocco dedicato; qui interessa la sorgente elettrica di innesco.