L'arco elettrico è una scarica che attraversa l'aria ionizzata tra due conduttori o tra un conduttore e una massa. Può nascere da un cortocircuito accidentale, da un attrezzo caduto su barre in tensione, dall'apertura di un sezionatore sotto carico o dall'inserimento di un puntale di misura su una scala sbagliata dello strumento. In pochi millisecondi sviluppa temperature molto elevate, una luce intensa ricca di radiazione ultravioletta, un'onda di pressione e la proiezione di metallo fuso.
Le conseguenze per l'operatore sono ustioni gravi al volto, al collo e alle mani, lesioni oculari, danni all'udito e traumi da proiezione. Gli indumenti sintetici comuni possono fondere e aderire alla pelle, aggravando le ustioni anche quando il fuoco diretto dura un istante. Il rischio non riguarda solo chi tocca le parti attive: chi esegue manovre o misure davanti a un quadro aperto è esposto anche senza alcun contatto.
La prevenzione privilegia il lavoro fuori tensione e le scelte progettuali, come quadri con segregazioni interne, apparecchiature estraibili e manovre a distanza. Quando l'esposizione resta, si usano indumenti e protezioni del volto testati contro l'arco secondo le norme della serie CEI EN 61482, insieme a guanti isolanti e strumenti di misura con categoria di sovratensione adeguata al punto dell'impianto. Un multimetro con categoria insufficiente usato sul quadro generale è una delle cause di incidente più facilmente evitabili.