Molti infortuni elettrici gravi non coinvolgono elettricisti, ma autisti, gruisti, muratori e addetti alla manutenzione del verde. L'articolo 83 vieta di eseguire lavori non elettrici in vicinanza di linee o impianti elettrici con parti attive non protette, o non sufficientemente protette, a distanze inferiori a quelle della tabella 1 dell'Allegato IX, salvo che siano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee, che si considerano tali se conformi alle norme tecniche.
La tabella fissa distanze crescenti con la tensione nominale: 3 metri fino a 1 kV, 3,5 metri oltre 1 kV e fino a 30 kV, 5 metri oltre 30 kV e fino a 132 kV, 7 metri oltre 132 kV. Le distanze vanno rispettate tenendo conto di tutti i movimenti possibili: rotazione e sfilo del braccio di una gru, oscillazione del carico, sollevamento del cassone di un ribaltabile, ondeggiamento dei conduttori con il vento, sbandamento di un ponteggio o di una scala metallica.
Gli scenari tipici sono il camion con gru che scarica materiale nel piazzale sotto una linea di media tensione, la piattaforma di lavoro elevabile impiegata per potare alberi vicino a conduttori aerei, l'escavatore che opera in prossimità di cavi interrati non segnalati. Quando la distanza non può essere garantita, le soluzioni sono chiedere al gestore la messa fuori tensione o la protezione della linea, delimitare fisicamente l'area di manovra con limitatori di rotazione e altezza, nominare un moviere dedicato. Nel DUVRI di uno stabilimento con linee aeree interne, queste aree vanno indicate su planimetria.