Il tirante d'aria è la distanza minima libera che deve esistere sotto il piano di lavoro perché, in caso di caduta, l'operatore venga arrestato prima di urtare il suolo o un ostacolo. Si calcola sommando la lunghezza del cordino, l'allungamento massimo dell'assorbitore, la distanza tra l'attacco dell'imbracatura e i piedi dell'operatore, un margine di sicurezza di almeno un metro, ed eventualmente la freccia della linea vita flessibile sotto carico, indicata dal fabbricante.
Un esempio con cordino da 2 metri e assorbitore conforme alla UNI EN 355: 2 metri di cordino, 1,75 di allungamento, circa 1,5 tra attacco dorsale e piedi, 1 metro di margine, per un totale di 6,25 metri misurati sotto il punto di ancoraggio. Se l'ancoraggio è all'altezza dei piedi, servono quindi 6,25 metri liberi sotto il piano di calpestio. Se invece l'ancoraggio si trova a circa 1,5 metri sopra i piedi, lo spazio libero richiesto sotto il piano scende a circa 4,75 metri.
Ne derivano conseguenze che sorprendono molti operatori: su un soppalco alto 4 metri, un cordino con assorbitore agganciato ai piedi non evita l'impatto con il pavimento. Lo stesso vale per il cassone di un camion o la parte alta di una cisterna. In questi casi servono dispositivi retrattili, ancoraggi elevati o, meglio ancora, protezioni collettive come parapetti mobili e passerelle di accesso ai mezzi. Il calcolo del tirante d'aria va scritto nella procedura per ciascun punto di lavoro, non lasciato alla valutazione dell'operatore.