Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori riguarda i lavori con movimenti ripetitivi di mani, polsi, gomiti e spalle, anche con carichi leggeri. Le patologie tipiche sono la sindrome del tunnel carpale, le tendiniti dei flessori ed estensori del polso, la tenosinovite di De Quervain, l'epicondilite laterale, le tendinopatie della cuffia dei rotatori della spalla. Sono patologie a lento sviluppo, spesso bilaterali, e figurano anch'esse nelle tabelle delle malattie professionali.
I fattori di rischio riconosciuti sono cinque: la frequenza elevata delle azioni tecniche, l'uso di forza, le posture e i movimenti incongrui di spalla, gomito, polso e mano, la carenza di periodi di recupero, e i fattori complementari come vibrazioni, guanti inadeguati, compressioni localizzate, contraccolpi, uso del corpo come martello. La durata complessiva del compito ripetitivo nel turno modula il peso di tutti questi fattori.
La ISO 11228-3 definisce un percorso a più livelli: identificazione dei compiti ripetitivi, stima preliminare del rischio e, se necessario, valutazione dettagliata con un metodo analitico. Tra i metodi indicati la norma raccomanda come preferito l'OCRA, sviluppato in Italia, accanto ad altri strumenti come lo Strain Index o il valore limite di soglia per l'attività manuale proposto dall'ACGIH. Si tratta di lavori tipici della metalmeccanica di assemblaggio, del confezionamento alimentare, del tessile, della grande distribuzione alle casse e del picking a collo singolo.