Quando lo screening con il WBGT indica una situazione critica, la norma UNI EN ISO 7933 fornisce il metodo analitico PHS, acronimo di Predicted Heat Strain, cioè sollecitazione termica prevista. Il modello calcola, minuto per minuto, il bilancio termico del corpo a partire dalle quattro grandezze ambientali, dal metabolismo e dall'isolamento del vestiario, e stima l'andamento della temperatura rettale e la perdita di acqua attraverso il sudore.
Il risultato più utile per il RSPP è il tempo massimo ammissibile di esposizione, calcolato con due criteri: il tempo oltre il quale la temperatura interna supererebbe il valore limite assunto dalla norma e il tempo oltre il quale la disidratazione diventerebbe eccessiva. Il minore dei due definisce la durata massima dell'attività continuativa in quelle condizioni, e diventa la base per organizzare cicli di lavoro e pausa.
Un esempio: in una fonderia di ghisa l'addetto alla colata lavora vicino alla siviera con forte irraggiamento, metabolismo moderato e indumenti alluminizzati. Il WBGT misurato supera il riferimento; il calcolo PHS indica un tempo massimo dell'ordine di poche decine di minuti per esposizioni continuative. Da qui deriva l'organizzazione in cicli con pause in un locale climatizzato vicino al reparto, la disponibilità di acqua fresca e sali, la rotazione tra due operatori. Il metodo richiede dati di ingresso affidabili: metabolismo e vestiario stimati male producono tempi sbagliati, quindi conviene osservare direttamente le attività.