Fuori dall'ambito sanitario le radiazioni ionizzanti sono presenti in molte attività produttive. Il caso più diffuso è il controllo non distruttivo di saldature e getti mediante radiografia industriale con apparecchi a raggi X o gammagrafia con sorgenti radioattive sigillate, come iridio o selenio. Queste attività si svolgono in bunker schermati oppure in campo, ad esempio su tubazioni, recipienti in pressione e componenti di turbomacchine, dove la zona controllata va delimitata di volta in volta.
In un'officina che assembla componenti per l'industria energetica, una ditta esterna esegue gammagrafie notturne sulle saldature di un collettore. Il RSPP dell'azienda committente coordina con il preposto della ditta e con il suo esperto di radioprotezione: si concordano gli orari, si definisce il perimetro con barriere, segnaletica e lampeggianti, si verifica con il rilevatore portatile il rispetto dei limiti di zona, si informa la vigilanza e si inserisce tutto nel documento di coordinamento delle interferenze.
Altre applicazioni sono i misuratori di livello, densità e spessore con sorgenti sigillate nelle cartiere e nell'industria alimentare, gli analizzatori a fluorescenza X portatili per riconoscere le leghe metalliche e i sistemi di controllo dei bagagli. Nei settori della raccolta e fusione dei rottami metallici esiste poi il rischio di sorgenti orfane, finite accidentalmente nel materiale: per questo la normativa prevede la sorveglianza radiometrica dei carichi in ingresso, con portali di rilevazione e procedure in caso di allarme.