Il CLP organizza i pericoli in classi, ciascuna suddivisa in categorie che ne esprimono la gravità. I pericoli fisici comprendono diciassette classi: esplosivi, gas infiammabili, aerosol, gas comburenti, gas sotto pressione, liquidi infiammabili, solidi infiammabili, sostanze e miscele autoreattive, liquidi piroforici, solidi piroforici, sostanze e miscele autoriscaldanti, sostanze e miscele che a contatto con l'acqua sviluppano gas infiammabili, liquidi comburenti, solidi comburenti, perossidi organici, sostanze e miscele corrosive per i metalli, esplosivi desensibilizzati.
La classe più frequente nelle aziende è quella dei liquidi infiammabili, divisa in tre categorie: la categoria 1 comprende i liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e punto di ebollizione iniziale non superiore a 35 °C; la categoria 2 quelli con punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e punto di ebollizione superiore a 35 °C; la categoria 3 quelli con punto di infiammabilità compreso tra 23 °C e 60 °C. Acetone e diluenti nitro rientrano tipicamente nella categoria 2, molti sgrassanti a base di idrocarburi pesanti nella categoria 3.
I gas sotto pressione si distinguono in compressi, liquefatti, liquefatti refrigerati e disciolti: ogni bombola di azoto, argon o miscela di saldatura ricade qui. I comburenti, come l'ossigeno o i nitrati, non bruciano ma alimentano violentemente la combustione: non vanno stoccati con infiammabili. Le classi fisiche sono la base per il rischio sicurezza, per la compatibilità di stoccaggio e per la valutazione incendio ed esplosione.