La consapevolezza è diversa dalla conoscenza. La norma chiede che i lavoratori siano resi consapevoli della politica e degli obiettivi, del proprio contributo all'efficacia del sistema, delle implicazioni del non rispetto dei requisiti, degli incidenti e dei loro esiti investigativi rilevanti, dei pericoli e rischi che li riguardano e delle azioni adottate.
I lavoratori devono inoltre conoscere la propria capacità di allontanarsi da situazioni di lavoro che ritengono presentino un pericolo imminente e grave per la loro vita o salute, e delle modalità per proteggersi da conseguenze indebite per averlo fatto. Il principio ha un corrispettivo nell'art. 44 del D.Lgs. 81/08, secondo cui il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa non può subire pregiudizio alcuno.
In molte organizzazioni industriali questo principio si concretizza nella autorità di interrompere il lavoro, nota come stop work authority: qualsiasi persona, compreso il personale delle imprese appaltatrici, può fermare un'attività che ritiene pericolosa senza timore di sanzioni. Funziona solo se la direzione riconosce pubblicamente le interruzioni.
La consapevolezza si costruisce con strumenti brevi e frequenti: incontri di inizio turno, condivisione degli esiti delle indagini sugli incidenti, bacheche di reparto con gli indicatori, visite congiunte. Un lavoratore consapevole sa rispondere a tre domande: quali sono i rischi principali del mio lavoro, cosa li tiene sotto controllo, cosa faccio se qualcosa non va.