Modulo C (RSPP) · Blocco 1/6 (0–4 h) · Slide 42/50

Art. 30 comma 5 e D.Lgs. 231/01: presunzione ed efficacia esimente

Il comma 5 dell'art. 30 stabilisce che, in sede di prima applicazione, i modelli definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti dell'articolo per le parti corrispondenti. Due precisazioni sono essenziali. La presunzione vale solo per le parti corrispondenti: elementi come il sistema disciplinare o l'organismo di vigilanza non sono richiesti da quei riferimenti e vanno costruiti a parte. Inoltre il testo non è stato aggiornato dopo la sostituzione della OHSAS con la ISO 45001, che non è citata espressamente; chi adotta la ISO 45001 deve comunque verificare la copertura puntuale dei requisiti dell'articolo.

Il collegamento con il D.Lgs. 231/01 passa per l'art. 25-septies, che include tra i reati presupposto l'omicidio colposo e le lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Se il reato è commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente, per esempio un risparmio di costi o di tempi sulle misure di sicurezza, l'ente risponde con sanzioni pecuniarie e interdittive.

L'ente può andare esente se dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, un modello idoneo, di aver affidato a un organismo di vigilanza autonomo il compito di controllarne il funzionamento e di aver tenuto un sistema disciplinare. Un sistema certificato ma non applicato non salva l'ente: il giudice valuta l'attuazione concreta.