Il comma 5-bis dell'art. 30 affida alla Commissione consultiva permanente l'elaborazione di procedure semplificate per l'adozione e l'efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione nelle piccole e medie imprese. Il risultato è stato recepito con il decreto ministeriale del 13 febbraio 2014, che propone un modello snello con una serie di moduli e schemi pronti all'uso.
Le procedure semplificate seguono la stessa logica dei sistemi di gestione: politica, organizzazione con definizione di ruoli e responsabilità, pianificazione, attuazione delle attività previste dal comma 1 dell'art. 30, monitoraggio, riesame. Per ogni area sono suggeriti strumenti semplici, come tabelle per la pianificazione delle attività, schede per la gestione delle non conformità, modelli di verbale e un piano di monitoraggio. Il decreto tratta anche il sistema disciplinare e la funzione di vigilanza sul modello, elementi richiesti dalla responsabilità amministrativa ma assenti nelle norme tecniche volontarie.
Per una piccola impresa metalmeccanica con venti dipendenti, che non ha interesse a una certificazione ma vuole tutelarsi rispetto al D.Lgs. 231/01 e organizzare meglio la prevenzione, le procedure semplificate sono spesso il compromesso più ragionevole tra costi e benefici. Il comma 6 dello stesso articolo prevede inoltre che l'adozione del modello nelle imprese fino a 50 lavoratori rientri tra le attività finanziabili con le risorse dell'art. 11 del decreto. La semplificazione riguarda la forma, non la sostanza: le attività devono essere svolte e registrate davvero.