Per l'addestramento serve una scala diversa da quella cognitiva. Tra le tassonomie del dominio psicomotorio, quella proposta da Ravindrakumar Dave nel 1970 è tra le più usate in ambito tecnico e distingue cinque livelli: imitazione, in cui la persona riproduce un gesto osservato; manipolazione, in cui esegue seguendo istruzioni; precisione, in cui esegue in modo accurato senza guida; articolazione, in cui coordina più azioni in sequenza adattandole alla situazione; naturalizzazione, in cui l'esecuzione diventa automatica e fluida.
Questa progressione aiuta a definire realisticamente cosa si può ottenere in una sessione. Nella prova pratica di un corso sulle piattaforme di lavoro mobili elevabili si può portare un principiante alla precisione sulle manovre base, ma l'articolazione, cioè gestire contemporaneamente traslazione, sollevamento e vicinanza a ostacoli, richiede ore di uso supervisionato in azienda. Dichiarare nel progetto che il corso garantisce piena autonomia sarebbe un errore di progettazione e un rischio reale.
L'obiettivo psicomotorio si scrive indicando la sequenza, le condizioni e i parametri di accettazione. Esempio per una squadra di manutenzione: utilizzando il kit di blocco in dotazione, l'operatore esegue l'isolamento elettrico e pneumatico della linea di confezionamento, applica lucchetti e cartellini personali e verifica l'assenza di energia residua tentando l'avviamento, rispettando tutti i passaggi della procedura aziendale senza aiuto del tutor.