Kenneth Thomas e Ralph Kilmann hanno descritto, negli anni Settanta, cinque stili di gestione dei conflitti, collocandoli su due dimensioni: quanto una persona cerca di soddisfare i propri interessi, l'assertività, e quanto cerca di soddisfare quelli dell'altro, la cooperatività. Lo strumento di autovalutazione che ne deriva è ancora molto usato nella formazione manageriale.
La competizione è assertiva e poco cooperativa: si punta a vincere. È appropriata quando c'è un pericolo grave e immediato, come nel caso di un lavoratore che sta per entrare in una vasca senza verifica dell'atmosfera; lì il RSPP o il preposto non negoziano. L'accomodamento è cooperativo e poco assertivo: si cede all'altro, utile su questioni marginali per preservare la relazione. L'evitamento è basso su entrambe le dimensioni: si rimanda o si ignora, accettabile solo quando il tema è banale o serve tempo per raffreddare gli animi. Il compromesso è intermedio: ognuno rinuncia a qualcosa. La collaborazione è alta su entrambe: si cerca una soluzione che soddisfi pienamente gli interessi di tutti.
Nessuno stile è giusto in assoluto. Il problema nasce quando una persona ne usa sempre uno solo. Un RSPP che compete sempre viene percepito come un ostacolo e aggirato; uno che si accomoda sempre perde autorevolezza e accetta compromessi inaccettabili sul piano della tutela. Conoscere il proprio stile prevalente, e quello dei principali interlocutori, aiuta a scegliere consapevolmente l'approccio più adatto alla situazione e alla posta in gioco.