Modulo C (RSPP) · Blocco 5/6 (16–20 h) · Slide 38/50

Carico di lavoro mentale secondo la ISO 10075

La serie UNI EN ISO 10075 tratta i principi ergonomici relativi al carico di lavoro mentale. Distingue tra sollecitazione mentale, cioè l'insieme di influenze esterne che agiscono sulla persona a livello mentale, legate al compito, all'ambiente, all'organizzazione, e reazione alla sollecitazione mentale, cioè l'effetto che queste influenze producono sull'individuo in funzione delle sue caratteristiche. La stessa sollecitazione può avere effetti diversi su persone diverse o sulla stessa persona in momenti diversi.

La norma sottolinea che la sollecitazione mentale non è di per sé negativa: un livello adeguato produce effetti di attivazione, apprendimento ed esercizio. Gli effetti dannosi a breve termine sono quattro: la fatica mentale, che si recupera con il riposo; e tre stati simili alla fatica, cioè la monotonia, la ridotta vigilanza e la saturazione mentale, intesa come rifiuto nervoso di un compito ripetitivo percepito come privo di progresso. Questi ultimi tre si recuperano cambiando attività più che riposando.

La parte 2 fornisce principi di progettazione per prevenire questi effetti, agendo su compito, strumenti, ambiente e organizzazione; la parte 3 tratta i metodi di misura. Per il RSPP la distinzione è preziosa: a una linea con monotonia elevata non serve una pausa in più, serve variare il compito, mentre a un ufficio di pianificazione sovraccarico serve ridurre interruzioni e richieste contemporanee. Il tema dello stress lavoro-correlato come rischio psicosociale è trattato in un blocco dedicato del Modulo C.