Modulo C (RSPP) · Blocco 5/6 (16–20 h) · Slide 40/50

Sottocarico, monotonia e calo della vigilanza

Il rapporto tra carico e prestazione non è lineare. A carico molto basso la prestazione è scarsa per mancanza di attivazione; cresce fino a un livello ottimale e poi peggiora quando le richieste superano le risorse. Il sottocarico è quindi un problema di sicurezza tanto quanto il sovraccarico, e riguarda proprio i compiti che l'automazione tende a lasciare all'uomo: sorvegliare, controllare, aspettare un evento raro.

Gli studi sulla vigilanza mostrano che nei compiti di sorveglianza prolungata la capacità di rilevare segnali rari diminuisce sensibilmente già entro la prima mezz'ora di attività continuativa. È il caso dell'addetto al controllo visivo dei difetti su un nastro, del guardiano che osserva monitor di videosorveglianza, dell'operatore di sala che segue un processo stabile per ore. Più il segnale da rilevare è raro e poco evidente, maggiore è il rischio che sfugga.

Le contromisure progettuali sono ben note. Si alternano compiti di sorveglianza con compiti attivi, si prevedono rotazioni e pause brevi frequenti, si rende il segnale più evidente con evidenziazione automatica, si introducono verifiche periodiche che mantengono l'operatore nel circuito. Anche l'ambiente conta: illuminazione adeguata, temperatura non eccessiva, possibilità di cambiare postura. Nei turni notturni il problema si aggrava, ma la gestione specifica di turni e lavoro notturno appartiene al Modulo B. L'importante, qui, è non progettare mansioni fatte solo di attesa.