La legge di Goodhart, formulata in ambito economico, afferma che quando una misura diventa un obiettivo smette di essere una buona misura. Nella sicurezza il fenomeno è ben noto e può fare danni seri.
L'esempio più comune riguarda gli infortuni. Se i premi di produzione dei capi reparto sono legati al numero di infortuni, si crea un incentivo a non denunciarli, a spostare l'infortunato su mansioni leggere per evitare l'assenza, a classificare come malore un evento lavorativo. Il risultato è un indicatore che migliora mentre la realtà peggiora e, soprattutto, una perdita di informazioni preziose per la prevenzione, oltre a possibili violazioni degli obblighi di denuncia. Anche i cartelli con il conteggio dei giorni senza infortuni possono indurre pressione a non segnalare.
Gli indicatori anticipatori non sono immuni. Se si premia il numero di segnalazioni di quasi infortuni, possono arrivare segnalazioni banali o duplicate. Se si misura solo la percentuale di azioni chiuse, le azioni vengono chiuse in fretta con interventi superficiali. Se si conta il numero di ore di formazione, si allungano i corsi senza migliorarne la qualità.
Alcune contromisure aiutano. Usare insiemi bilanciati di indicatori che si controllano a vicenda. Verificare a campione la qualità di ciò che si conta. Non legare in modo meccanico gli incentivi economici agli esiti infortunistici, preferendo obiettivi su attività di prevenzione verificabili. Discutere apertamente i dati anomali: un reparto con zero segnalazioni non è necessariamente un reparto sicuro.