Il cruscotto della sicurezza è il quadro sintetico che il RSPP porta periodicamente alla direzione. Per essere utile deve combinare indicatori di esito e anticipatori, mostrare l'andamento nel tempo e segnalare con chiarezza dove serve una decisione.
Una struttura efficace per un'azienda manifatturiera di medie dimensioni potrebbe comprendere tre gruppi. Esiti: indice di frequenza e di gravità degli infortuni su base mobile di dodici mesi, numero di eventi con potenziale grave, malattie professionali denunciate. Attività di prevenzione: azioni correttive chiuse nei tempi, copertura della formazione obbligatoria, verifiche periodiche in regola, sopralluoghi eseguiti rispetto al piano. Partecipazione e cultura: segnalazioni ricevute dai lavoratori, tempo medio di risposta, partecipazione dei dirigenti alle visite in reparto.
La presentazione conta quanto il contenuto. Il calcolo su dodici mesi mobili attenua le oscillazioni casuali e mostra la tendenza. Una codifica a semaforo rispetto a soglie predefinite consente di individuare a colpo d'occhio le criticità. Accanto a ogni indicatore in rosso deve esserci un breve commento con la causa e l'azione proposta, altrimenti il cruscotto si limita a registrare problemi senza aiutare a risolverli.
È utile declinare lo stesso cruscotto per reparto, così che ogni dirigente veda i propri numeri e se ne senta responsabile. La periodicità mensile o trimestrale va adattata alla dimensione: nelle realtà piccole, una frequenza troppo alta produce numeri poco significativi e fatica inutile.