L'audit si conclude con una riunione di chiusura in cui l'auditor presenta i rilievi e le conclusioni, chiarisce eventuali dubbi e concorda i tempi per la risposta. Segue il rapporto scritto, che riporta obiettivi, campo, criteri, auditor, date, sintesi delle evidenze, rilievi classificati, punti di forza osservati e conclusioni. Menzionare i punti di forza non è una cortesia: aiuta a diffondere le buone pratiche tra reparti.
Per ogni non conformità il responsabile del processo deve proporre un'azione. Occorre distinguere la correzione, che elimina il problema rilevato, dall'azione correttiva, che ne rimuove le cause per evitare che si ripresenti. Nel caso delle funi non verificate, compilare oggi le registrazioni mancanti dopo avere eseguito i controlli è una correzione; capire perché il controllo trimestrale non viene fatto, ad esempio perché non è inserito nel software di manutenzione programmata e dipende dalla memoria di un singolo tecnico, e intervenire su questa causa è un'azione correttiva.
Le azioni vanno registrate con responsabile e scadenza e seguite fino alla chiusura. La chiusura non coincide con l'esecuzione: è necessario verificare l'efficacia, cioè controllare a distanza di tempo che il problema non si ripresenti. Spesso questa verifica avviene nell'audit successivo o con un controllo mirato.
I risultati del programma di audit, aggregati, sono uno degli input più importanti del riesame della direzione, perché mostrano dove il sistema funziona e dove no.