Un albero cardanico ha una lunghezza minima, quando i tubi sono completamente chiusi, e una lunghezza massima di lavoro oltre la quale la sovrapposizione dei tubi diventa insufficiente. I fabbricanti indicano nel manuale la sovrapposizione minima dei tubi da garantire in lavoro e in manovra; meno di così i tubi possono sfilarsi o lavorare a sbalzo e rompersi. All'estremo opposto, quando la macchina viene sollevata o in curva stretta, l'albero può arrivare a fine corsa e spingere violentemente contro la presa di forza e l'albero della macchina, danneggiando cuscinetti e scatole ingranaggi.
Quando si abbina un cardano a un trattore diverso da quello originario occorre verificare la lunghezza in tutte le posizioni critiche, cioè sollevatore alzato e abbassato e sterzata massima, e se necessario accorciarlo seguendo le istruzioni del fabbricante, tagliando in pari misura tubi metallici e protezioni in plastica e sbavando i bordi.
Altri errori ricorrenti riguardano il montaggio invertito, con il giunto grandangolare o il limitatore di coppia dal lato sbagliato, i perni di bloccaggio non scattati nella gola del codolo e l'uso di bulloni comuni al posto dei perni. Un cardano che si sfila durante il lavoro diventa un corpo rotante libero e incontrollato. Durante i sopralluoghi è utile chiedere all'operatore di mostrare come aggancia l'albero: dalla manualità e dai tempi si capisce subito se conosce queste regole o se le ha sempre ignorate.