B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 2/4 (4–8 h) · Slide 12/50

Errori di comportamento con la presa di forza in campo

Molti infortuni con la presa di forza non derivano da difetti delle protezioni ma da comportamenti radicati nella pratica quotidiana. Il primo è l'innesto della PdF con il motore ad alto regime: la macchina riceve uno strappo violento che sollecita crociere, limitatori e ingranaggi e può causare rotture. La procedura corretta prevede l'innesto a regime minimo e l'aumento graduale dei giri fino al valore di lavoro.

Il secondo errore è lavorare con la macchina sollevata e la PdF inserita, ad esempio con la fresa o l'erpice rotante alzati in capezzagna. In queste condizioni l'angolo dei giunti aumenta oltre i limiti, l'albero vibra e gli organi lavoratori girano liberi all'altezza delle gambe di chiunque si trovi vicino. Il terzo è la scelta errata della velocità: una macchina da 540 giri azionata a 1000 subisce una velocità quasi doppia degli organi, con possibile rottura di lame e coltelli e proiezione a distanza.

C'è poi l'abitudine di scendere dal trattore per controllare il lavoro lasciando la PdF in rotazione, o di avvicinarsi a una macchina appena disinserita senza attendere l'arresto completo delle masse inerziali. Nelle aziende familiari questi comportamenti si tramandano da una generazione all'altra e sono considerati normali. Il RSPP deve contrastarli con esempi concreti e con regole semplici e ripetute: PdF disinserita, motore spento, chiave tolta, organi fermi, prima di avvicinarsi a qualunque parte della macchina.