Le macchine per la distribuzione dei prodotti fitosanitari si dividono in alcune famiglie principali. Le irroratrici a barra, portate, trainate o semoventi, distribuiscono il liquido con ugelli disposti lungo barre orizzontali che possono raggiungere larghezze notevoli e si ripiegano idraulicamente per il trasporto. Gli atomizzatori, tipici di vigneti e frutteti, usano un ventilatore assiale o centrifugo che genera una corrente d'aria in cui vengono nebulizzate le gocce, dirette verso la chioma. Esistono poi le irroratrici a lancia o con naspo, per trattamenti localizzati, e le macchine a recupero con tunnel.
Tutte hanno in comune un serbatoio principale, una pompa azionata dalla presa di forza o da un motore idraulico, un gruppo di regolazione della pressione con manometro, filtri e un circuito di distribuzione. La normativa europea ha introdotto requisiti specifici per queste macchine con la Direttiva 2009/127/CE, che ha integrato la Direttiva Macchine con requisiti di protezione ambientale; le norme tecniche di riferimento appartengono alla serie UNI EN ISO 16119.
In questo blocco interessano i rischi della macchina in sé, mentre la scelta dei prodotti, il deposito, la preparazione della miscela dal punto di vista chimico e i DPI per l'esposizione sono trattati nel blocco successivo. Va però tenuto presente che il rischio meccanico e quello chimico si sommano: una riparazione su una pompa o un ugello intasato espone anche al contatto con residui di prodotto.