La valutazione segue l'art. 223 del D.Lgs. 81/08: proprietà pericolose degli agenti, informazioni del fornitore, livello, modo e durata dell'esposizione, circostanze di lavoro, valori limite, effetti delle misure preventive, conclusioni della sorveglianza sanitaria. L'esito deve stabilire se il rischio è basso per la sicurezza e irrilevante per la salute oppure no, con le conseguenze degli articoli 225, 226 e 229.
In agricoltura l'inventario non si ferma ai fitosanitari. Vanno censiti fertilizzanti, gasolio e oli, detergenti e disinfettanti per sale di mungitura e stalle, prodotti per la cura degli animali, prodotti per la conservazione dei foraggi, gas di saldatura dell'officina e gas che si sviluppano negli ambienti confinati, questi ultimi trattati nel blocco sulla zootecnia. Per ogni agente si raccolgono le schede di sicurezza e si individuano mansioni e fasi esposte.
Per la stima dell'esposizione si utilizzano spesso modelli a punteggio sviluppati da enti pubblici e Regioni, che combinano pericolosità, quantità, frequenza, modalità d'uso e misure di controllo. Sono strumenti utili per una prima graduazione, ma vanno applicati con giudizio: un modello pensato per l'industria può sottostimare l'esposizione cutanea in campo. Quando l'esito è incerto, conviene consultare il medico competente e considerare il monitoraggio biologico, che misura indicatori nel sangue o nelle urine del lavoratore e integra la stima ambientale.