Le polveri organiche possono provocare quadri respiratori molto diversi. L'asma professionale e la rinite allergica sono frequenti tra chi lavora con cereali, farine, mangimi e animali, per sensibilizzazione a proteine vegetali, acari o epiteli animali. L'alveolite allergica estrinseca, nota come polmone del contadino, è una reazione immunitaria del tessuto polmonare alle spore di attinomiceti termofili presenti nel fieno ammuffito: si manifesta con febbre, tosse e dispnea alcune ore dopo l'esposizione e, se ripetuta, può portare a fibrosi.
La sindrome tossica da polveri organiche, indicata spesso con la sigla inglese ODTS, si presenta dopo un'esposizione intensa, per esempio la pulizia di un silo, con febbre, brividi, malessere e tosse, simili a una sindrome influenzale. Non richiede una sensibilizzazione precedente ed è legata in gran parte alle endotossine. Viene facilmente scambiata per un'influenza e quindi non riconosciuta come evento di origine lavorativa.
L'esposizione cronica contribuisce alla bronchite cronica e alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, specialmente negli allevatori in ambienti confinati e nei fumatori. Per il medico competente sono importanti una buona anamnesi lavorativa, che chieda esplicitamente quali materiali vengono movimentati e in quali stagioni, e la spirometria, utile per individuare precocemente una riduzione della funzionalità respiratoria. Per il RSPP ogni episodio febbrile dopo un lavoro polveroso è un segnale da raccogliere.