Il cavallo è un animale da preda con riflesso di fuga molto rapido: calci posteriori, morsi e pestoni sono gli infortuni tipici in scuderia, mentre in sella o alla longia si aggiungono le cadute. Per chi governa i cavalli valgono regole semplici ma decisive: avvicinarsi dalla spalla parlando, non passare dietro a distanza intermedia, legare con nodo a sgancio rapido, usare calzature con puntale e caschi conformi quando si monta o si lavora con soggetti giovani.
Negli allevamenti di ovini e caprini i carichi derivano dalla cattura e dalla tosatura: il tosatore lavora per ore piegato in avanti trattenendo l'animale tra le gambe, con una tosatrice elettrica vibrante. Il periodo dei parti espone al contatto con placente e liquidi fetali, rilevanti per la febbre Q e la brucellosi. La mungitura manuale o con piccoli impianti carrellati ripropone i problemi di ripetitività.
L'avicoltura intensiva presenta polveri molto fini, ammoniaca, lavoro in capannoni con migliaia di capi e l'operazione critica della cattura a fine ciclo, spesso notturna, con squadre esterne che prendono gli animali a mano per caricarli nelle gabbie: posture flesse, graffi, polveri e ritmi elevati. Durante gli episodi di influenza aviaria le operazioni di abbattimento richiedono DPI completi e procedure dei servizi veterinari. In ogni specie l'ASPP deve chiedersi quali attività sono stagionali e affidate a squadre di terzi, perché lì entrano in gioco l'art. 26 e il coordinamento.