Si definisce zoonosi una malattia infettiva trasmissibile in modo naturale dagli animali vertebrati all'uomo. In zootecnia l'esposizione è di tipo potenziale, cioè l'agente non è utilizzato deliberatamente ma può essere presente negli animali, nei loro prodotti e nell'ambiente; il Titolo X del D.Lgs. 81/08 si applica anche a queste attività, come chiarisce l'art. 266, e l'Allegato XLIV le elenca espressamente tra quelle che possono comportare esposizione, comprese le attività in cui vi è contatto con animali o prodotti di origine animale.
Le vie di trasmissione sono il contatto diretto con cute e mucose, il contatto con sangue, placenta, latte, urine e feci, l'inalazione di aerosol e polveri contaminate, la puntura accidentale con aghi veterinari, i morsi e i graffi, e infine i vettori come zecche e insetti. Una stessa malattia può avere più vie: la leptospirosi entra da piccole ferite e mucose, la febbre Q soprattutto per inalazione.
Gli agenti biologici sono classificati nei quattro gruppi dell'art. 268 e l'Allegato XLVI riporta la classificazione. La valutazione dell'art. 271 deve considerare le specie allevate, lo stato sanitario della mandria e la partecipazione ai piani di profilassi ufficiali, le operazioni a rischio come parto, aborto e necroscopia, e le misure di igiene dell'art. 273: servizi con acqua calda e fredda, spogliatoi separati per abiti da lavoro e civili, divieto di mangiare e fumare nelle zone di lavoro, lavaggio e custodia dei DPI.