B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 11/50

Brucellosi e tubercolosi bovina: rischi e ruolo dei piani di profilassi

La brucellosi è causata da batteri del genere Brucella, classificati nel gruppo 3: nei bovini il principale è Brucella abortus, negli ovicaprini Brucella melitensis. Nell'animale provoca aborti, nell'uomo una febbre ondulante con dolori articolari, astenia e possibili complicanze croniche. Il contagio professionale avviene soprattutto per contatto con feti abortiti, placente e liquidi del parto, attraverso piccole lesioni della cute o le congiuntive, e per inalazione in ambienti chiusi; il consumo di latte crudo e formaggi freschi non pastorizzati è la via alimentare.

La tubercolosi bovina, sostenuta da Mycobacterium bovis anch'esso di gruppo 3, si trasmette per via respiratoria e alimentare. Entrambe le malattie sono oggetto di piani nazionali di eradicazione con controlli periodici negli allevamenti: molte province e regioni sono riconosciute ufficialmente indenni, ma il rischio non è mai nullo, in particolare per gli addetti a stalle di sosta, mercati, macelli e allevamenti in zone non ancora indenni.

Per la valutazione del rischio biologico il dato sanitario dell'allevamento è un elemento oggettivo da acquisire, ad esempio chiedendo al veterinario aziendale lo stato della qualifica sanitaria. In presenza di aborti la regola operativa è non manipolare a mani nude il materiale abortivo, usare guanti lunghi da ostetricia, raccogliere feto e placenta in contenitori chiusi per il conferimento all'istituto zooprofilattico e disinfettare l'area. Il medico competente deve conoscere questi scenari per orientare la sorveglianza sanitaria.